COVID-19: Da virus reale a virus mentale

Viviamo giorni di grande emergenza, qualcosa che mai avremmo potuto immaginare: paura, incertezza, rabbia, frustrazione sono alcune delle emozioni con cui abbiamo a che fare in questi giorni. Allo stesso modo non mancano i pensieri che affollano la nostra mente, disegnando uno scenario ancora più difficile di quello che ci appare concretamente: le difficoltà economiche, i rischi di contagio, l’isolamento e la distanza dai nostri cari, la noia, le difficoltà relazionali con familiari e parenti.

Dopo una prima fase di sorpresa e shock surreale per la notizia che il virus stava arrivando in Italia, il rifiuto e la negazione della nuova realtà di emergenza e sofferenza, ci ha portato ad avere una forte reazione di incoraggiamento reciproco, con applausi e flash-mob sui balconi d’Italia.

Ben presto l’euforia e l’entusiasmo iniziale si trasformò in frustrazione per la perdita di libertà di movimento e alla realizzazione che qualcosa sta realmente cambiando, ad una diminuzione di entusiasmo e voglia di partecipare a inviti e canti sul balcone. Spostandoci sui social anche qui la diminuzione di interesse è indice di una fase diversa da quella precedente, con la comprensione sempre più profonda e consapevole della nuova situazione, e il tentativo di reagire all’impotenza percepita cercando delle soluzioni e strategie per affrontarla.

Probabilmente oggi ci troviamo in una fase di accettazione e tentativi di integrazione con la nostra coscienza di quello che sta accadendo, tuttavia rimangono fasi di nervosismo, tristezza, agitazione, rabbia di natura più moderata, ma anche incremento della positività, speranza e ottimismo, di riconciliarsi con la nuova realtà.

Adesso non abbiamo più molta possibilità di scelta, in cui rallentare e fermarsi è necessario per salvaguardare la salute ed il benessere di noi stessi e dei nostri cari. In momenti come questo, così come in altri momenti della vita, è normale avere paura e vivere nell’incertezza, ed è il momento in cui è necessario fare spazio a questi vissuti piuttosto che combatterli, ma soprattutto potrebbe essere una buona occasione per imparare a rallentare, e abbandonare la modalità  di “pilota automatico” che guida le nostra mente, concedendoci la possibilità di entrare in contatto con il nostro mondo interiore, con le nostre paure, con le nostre scelte. E’ il momento di riscoprire le piccole cose che abbiamo molto spesso trascurato e rimandato, giustificando questo atteggiamento per la mancanza di tempo e possibilità. Adesso abbiamo tempo, ciò che conta è il valore che daremo a questo tempo.
Andrà tutto bene e facciamo in modo che questo avvenga il prima possibile.

Di fronte a queste oscillazioni della nostra mente, e allo scenario che ci si presenta quotidianamente dentro e fuori casa, spero possano esservi utili alcuni punti di riferimento, e strategie funzionali al fronteggiamento di questa situazione:


FAI SPAZIO
– Mai come in questo periodo è OK provare ansia, incertezza, rabbia e ogni altra cosa la vostra mente vi proponga, in ogni istante. Provate quindi a fare spazio a queste esperienze emotive e sensazioni, lasciate semplicemente che esistano dentro di voi.
PONI ATTENZIONE A QUELLO CHE PUOI REALMENTE CONTROLLARE
– Sono estremamente poche le cose che possiamo realmente controllare nella vita, di certo non possiamo controllare gli eventi, il virus, la crisi economica o i comportamenti rischiosi delle altre persone. Non possiamo eliminare a nostro piacimento i pensieri che ci infastidiscono o le sensazioni che ci opprimono. Possiamo controllare soltanto i nostri comportamenti. Proviamo quindi a concentrarci su tutto quello che possiamo fare, qui e ora (nel luogo in cui vi trovate), affinché questi comportamenti possano permetterci di vivere il più possibile entro i confini dei nostri valori.
MANTIENI UNA ROUTINE – Potrebbe essere utile alzarsi alla stessa ora, sistemare il proprio letto o l’ambiente in cui viviamo, pranzare o cenare allo stesso orario e dedicare la giornata ad attività diverse. Se possibile coltiva anche il divertimento tanto quanto lo studio/lavoro (ove possibile). Fai qualcosa di nuovo, coltivalo nei giorni a seguire: leggi un nuovo libro, segui una nuova serie tv, sistema una stanza che hai sempre rimandato, cura le tue piante o semplicemente fai qualche lavoretto a casa. Ma ricorda, va bene anche se l’unica cosa che fai, nel corso di una giornata, è stare sul divano. Non è il momento di fare qualcosa in un modo specifico, stiamo provando a dare valore al tempo che abbiamo, e se a fine giornata non ci sentiamo soddisfatti di come abbiamo trascorso la giornata, non agguerrirti, sii gentile con te stesso.
COLTIVA LE RELAZIONI – Sia quelle che hai a portata fisica che quelle virtuali. I tuoi amici, le tue conoscenze non sono scomparse, anche se non le vedi, trova un modo per entrare in contatto con loro ed offrire la tua presenza, il tuo sostegno, il tuo ascolto.
PRATICA LA GENTILEZZA – Sii gentile con le persone che ti circondano, ma soprattutto con te stesso. Non hai scelto di trovarti in questa situazione, nessuno lo ha fatto. Se ti arrabbi con te stesso, con i tuoi limiti e le tue défaillance, non farai altro che aggiungere legna al fuoco.
ABBANDONA LA LOTTA, RINUNCIA AL CONTROLLO – Rinuncia a tutti quei tentativi di capire, cambiare, eliminare quello che di questo periodo non ti piace, ma che non può essere cambiato perché è fuori dal tuo controllo. Quando entri in lotta con questi aspetti si alza inevitabilmente il volume di altre sensazioni e non sarà di certo più semplice rispetto a prima.

Per concludere, anche in questo periodo di forte emergenza e anche in presenza di grandi difficoltà ed emozioni intense, possiamo comunque scegliere se coltivare la rabbia o la gentilezza, la lotta o l’accoglienza, la fuga o l’incontro con l’esperienza.

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