Ansia

Non è l’evento in sé lo stimolo che genera la reazione d’ansia, ma è l’interpretazione e la valutazione che facciamo dello stimolo a generarla (“vissuto” soggettivo degli eventi). Pertanto lo stimolo interpretato e i pensieri che abbiamo in termini di pericolo, anche se in realtà non vi sono rischi reali per l’incolumità della persona, ha una risposta cognitiva in termini di pericolosità. La reazione emotiva rispetto a questo tipo di interpretazione è l’ansia, che genera un comportamento di evitamento o fuga dallo stimolo stesso. Questo schema di funzionamento per i nostri antenati è stato evolutivamente adattivo ed estremamente efficace per sopravvivere in un ambiente ostile e pericolo. Adesso abbiamo l’opportunità e la fortuna di vivere in un contesto civilizzato, pertanto le interpretazioni e le valutazioni che facciamo degli stimoli dovrebbero essere percepiti meno pericolosi e ostili rispetto a milioni di anni fa. Ma questo purtroppo alcune volte non accade, con il conseguente emergere del disturbo d’ansia. Anche la paura di perdere qualcuno e il pensiero di perdita spesso genera paura e ansia. Se effettivamente accade un evento di perdita, la nuova emozione che subentra sarà la tristezza, perché l’oggetto è stato effettivamente perso e vi è una diminuzione del proprio dominio personale sull’ambiente.

ANSIA CORPO


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